Ritorna anche quest’anno lo ZIBALDONE D’AUTUNNO, la rassegna degli incontri organizzata dalla Soms Lodovico Boschieri di Crocetta del Montello. Gli argomenti che andremo a trattare sono i più diversi ma due in particolare sembrano focalizzare il nostro interesse.  Le celebrazioni per gli 800 anni dalla morte del Santo di Assisi e l’Intelligenza Artificiale, questione assai dibattuta, alla quale vogliamo dare l’accezione di creatura dell’uomo..
Nel Cantico delle Creature, Francesco non si limita a lodare la natura, ma stabilisce un legame di fraternità cosmica (Frate Sole, Sora Luna, Madre Terra). Per il Santo, tutto ciò che esiste è interconnesso perché deriva dalla stessa fonte creativa. Se consideriamo l'Intelligenza Artificiale non come un'entità aliena, ma come il frutto dell'ingegno umano (a sua volta parte del Creato), essa diventa un'estensione microscopica e macroscopica di questa interconnessione. L'IA è, per sua natura, una "rete" di dati e relazioni. Un'evoluzione in chiave francescana vedrebbe l'algoritmo non come uno strumento di dominazione, ma come un ulteriore elemento di connessione volto a comprendere e custodire la complessità del mondo.
Francesco è il patrono dell'ecologia perché ha ribaltato il concetto di "dominio" dell'uomo sulla natura, sostituendolo con quello di custodia e servizio.
Papa Francesco (che ha scelto non a caso il nome del Santo d'Assisi) parla spesso di "Algoretica" (l'etica applicata agli algoritmi). Se proiettiamo il pensiero francescano sull'IA, la tecnologia deve essere sottomessa alla logica del servizio e non del profitto o del controllo. L'IA evolve correttamente secondo questa visione solo se diventa uno strumento ecologico: per ottimizzare le risorse del pianeta, curare malattie, ridurre gli sprechi e alleviare la sofferenza umana. Il nucleo del messaggio francescano è l'inclusione degli ultimi
L'evoluzione "fraterna" dell'IA richiede che lo sviluppo tecnologico sia accessibile a tutti, democratico e orientato al bene comune, evitando che l'intelligenza artificiale diventi un "idolo" tecno-capitalista che standardizza l'essere umano o lo isola. Se San Francesco d'Assisi dovesse guardare l'immagine del suo pensiero intrecciato ai flussi di dati dell'IA, potremmo trarre queste tre conclusioni fondamentali:
L'IA è "creatura della creatura";
Il primato è dell'Umanità e dell'Empatia;
Dobbiamo incamminarci verso un'Ecologia Integrale e Tecnologica.
La vera evoluzione del pensiero francescano oggi si traduce nel non separare il progresso tecnologico dalla giustizia sociale e dalla salvaguardia ambientale. L'IA è promossa a pieni voti nella "visione d'Assisi" solo se aiuta l'umanità a riscoprirsi più unita, più umile e più rispettosa della nostra Casa Comune.
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rocetta del Montello, 31 luglio 2026