Marcato e Ancilotto Il complesso filanda e villa Marcato-Ancilotto
omaggio ad ALBERTO ANCILOTTO - 24 maggio 2007

BREVE STORIA
a cura di Anna Osellame

Villa Ancilotto e la filanda che oggi ospitano rispettivamente il museo di storia naturale, le scuole medie e la biblioteca di Crocetta del Montello furono inizialmente legate alla famiglia Marcato. Nel 1817 infatti da Godego giunse a Nogarè (Crocetta non era ancora comune) Giovanni Marcato il quale divenne ben presto uno dei più ricchi possedienti del paese con l’acquisto terreni e immobili fra cui l’Hosteria della Crosetta (che sorgeva proprio dove oggi c’è villa Ancilotto), un albergo molto frequentato dai viandanti, proprio per la sua posizione vicina a una croce di vie che portavano e portano verso Venezia Treviso Feltre Vittorio Veneto. Nel 1870 accanto ad essa fu costruita la filanda Marcato, la quale fu fin dall’inizio un punto nevralgico per il rifornimento dei bachi da seta. Con lo sviluppo della filanda l’Hosteria perse la caratteristica di albergo e nei suoi locali fu dapprima ricavata una casa per il direttore della filanda, poi residenza estiva dei Marcato e infine residenza fissa.
Tra i due figli di Giovanni Marcato, GiovanBattista e Luigi, fu il primogenito, conosciuto con il nome di Giobatta ad ereditare dal padre l’abilità imprenditoriale, fu infatti grazie al suo aiuto che Antonini aprì nel 1884 il famoso Canapificio Veneto Antonini & Ceresa.
Dall’unione di Giobatta Marcato con Antonia Pizzolato nacque Giovanna Marcato, chiamata Annina che, divenuta adulta sposò Riccardo Ancilotto.
Riccardo Ancilotto apparteneva ad una nobile famiglia di filandieri provenienti da Santa Lucia di Piave e abitanti in Borgo Cavour a Treviso.
Due nobili famiglie con alle spalle una generazionale esperienza nel campo della seta si unirono cambiando così il nome della filanda Marcato in filanda Marcato – Ancilotto.
Riccardo Ancilotto fu un personaggio dalla forte personalità, nei primi anni del Novecento il primo segretario di Crocetta Elvidio Castellato scriveva:
completano le opere industriali di questo comune l’importante filanda Marcato e i magazzini annessi con trecento filaresse senza contare le grandi innovazioni che gli Ancilotto Marcato apportano alle case coloniche dell’agricoltura. In provincia non vi sono case coloniche migliori di quelle fatte costruire qui e altrove dal signor Riccardo Ancilotto: i lavori che egli ordina nei campi sono improntati a perfetta modernità agricola.

La filanda Marcato Ancilotto prima del conflitto mondiale del 1915-18 ospitava 300 filandesse. Le vicende belliche riduranno a 200 le operaie, un numero comunque consistente. Ne il Gazzettino del 19 dicembre 1928 si legge:
la antica filanda Marcato una fra le prime sorte nella provincia per merito del compianto cav. Gio. Batta Marcato industriale di attività instancabile e di benemerenze veramente esemplari, risorge ad oggi ad onorare la memoria del fondatore, (…) La Filanda che oggi inizia la sua opera, rinnovata con modernità di sistemi tecnici e sanitari, giunge quest’anno particolarmente utile al bisogno della popolazione perché oltre duecento operaie trovano nel lavoro quel guadagno che la siccità e la grandine hanno tolto dal prodotto dei campi.

Anche per questo vadano alla benemerita signora contessa, al conte cav. Riccardo Ancilotto, agli ottimi figli conti Giovanni ed Alberto, che curarono con amoroso senso il risorgere della benefica industria. Il plauso ed il ringraziamento cordiale delle operaie e della popolazione tutta di Crocetta.
Dal matrimonio tra Riccardo Ancilotto e Annina Marcato nacquero tre figli: conte Agostino Ancilotto morto in guerra e i conti Giovanni e Carlo Alberto Ancilotto.
Fu il conte Alberto Ancilotto a prendersi cura della filanda, che superando la crisi della seconda guerra mondiale continuò la sua produzione fino al 1961, anno in cui chiuse i battenti.
Concludendo la storia della filanda e della villa, nel 1965 il comune dal conte Alberto Ancilotto acquisì una vasta area, divenuta nel 1970 il Peep di Crocetta del Montello, con piazza Giovan Battista Marcato. Nel 1972, dopo la morte di Alberto, la villa Ancilotto venne venduta e l’ex filanda ristrutturata, ospita, a partire dal 1974, la scuola media.